Quale stato civile scegliere
- Celibe/nubile: non hai mai contratto matrimonio.
- Coniugato/a: sei sposato/a, con rito civile o religioso trascritto.
- Unito/a civilmente: hai costituito un'unione civile (Legge 76/2016). La semplice convivenza di fatto non cambia lo stato civile.
- Separato/a: la separazione legale non scioglie il matrimonio, quindi resti coniugato/a fino al divorzio.
- Divorziato/a: il matrimonio è stato sciolto o ne sono cessati gli effetti civili.
- Vedovo/a: il coniuge è deceduto.
Stato libero e regime patrimoniale
«Stato libero» significa non essere legati da matrimonio o unione civile: lo sono celibi e nubili, divorziati e vedovi. Per dichiararlo basta indicare il tuo stato civile effettivo.
Il regime patrimoniale (comunione o separazione dei beni) viene spesso chiesto da notai e banche per rogiti e mutui. Risulta dall'atto di matrimonio o di unione civile: se hai dubbi, chiedi un estratto al Comune dove è stato celebrato. Notai e banche possono comunque chiedere il documento ufficiale.
A chi va consegnata
Le pubbliche amministrazioni e i gestori di pubblici servizi devono accettare l'autocertificazione al posto del certificato (art. 15 della Legge 183/2011). Firma e scarica il PDF; se lo invii per email o posta allega la copia di un documento di identità valido.
Domande frequenti
Se sono separato/a devo dichiararmi coniugato/a?
La separazione non scioglie il matrimonio: il modulo lo dichiara infatti come «legalmente separato/a dal coniuge». Diventi di stato libero solo con il divorzio.
Come dichiaro lo stato libero?
Scegli il tuo stato civile effettivo: celibe/nubile, divorziato/a o vedovo/a. Sono tutte condizioni di stato libero.
Quanto vale l'autocertificazione di stato civile?
Ha la stessa validità del certificato che sostituisce, cioè 6 mesi. Se nel frattempo il tuo stato civile cambia, va rifatta.
Va bene per il rogito o per il mutuo?
Dipende dal notaio o dalla banca. Per verificare il regime patrimoniale molti notai chiedono l'estratto per riassunto dell'atto di matrimonio, che si richiede al Comune dove il matrimonio è stato celebrato o trascritto. Chiedi prima allo studio quali documenti servono.
Riferimenti normativi
- D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, artt. 46 (lett. e, dd), 75 e 76
- Codice civile, art. 162 (annotazione del regime patrimoniale a margine dell'atto di matrimonio)
- Legge 20 maggio 2016, n. 76 (unioni civili)
- Legge 12 novembre 2011, n. 183, art. 15
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