A cosa serve l'autocertificazione di residenza
Dal 2012 le pubbliche amministrazioni e i gestori di pubblici servizi non possono chiedere certificati anagrafici ai cittadini: devono accettare l'autocertificazione. Puoi usarla per iscrizioni scolastiche, pratiche INPS, concorsi, richieste al Comune e in generale verso uffici pubblici.
Puoi presentarla anche ai privati (banche, assicurazioni, datori di lavoro privati): dal 2020 il D.P.R. 445/2000 vale anche per i documenti consegnati ai privati (art. 2). L'obbligo espresso di accettarla al posto del certificato, però, la legge lo pone a pubbliche amministrazioni e gestori di pubblici servizi (artt. 43 e 74): nella prassi un privato può chiederti il certificato, quindi chiedi prima. Il certificato puoi scaricarlo gratis dall'ANPR con SPID o CIE.
Come si compila
Inserisci i tuoi dati anagrafici e l'indirizzo esattamente come risulta all'anagrafe del Comune. Firma, scarica il PDF e consegnalo allegando una copia del documento di identità se lo invii per email o posta.
Domande frequenti
L'autocertificazione di residenza ha scadenza?
Ha la stessa validità del certificato che sostituisce, cioè 6 mesi. In pratica conviene compilarne una nuova ogni volta che serve.
Serve allegare il documento di identità?
Se la consegni di persona e firmi davanti all'impiegato no. Se la invii per posta, email o la consegna un'altra persona, va allegata la copia di un documento di identità valido.
Cosa succede se dichiaro il falso?
Le dichiarazioni false sono un reato (art. 76 D.P.R. 445/2000) e fanno decadere dai benefici ottenuti. Le amministrazioni effettuano controlli a campione.
Riferimenti normativi
- D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, artt. 46, 75 e 76
- Legge 12 novembre 2011, n. 183, art. 15
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