Lettera di richiamo al dipendente: contestazione disciplinare

Per sanzionare un dipendente il datore di lavoro deve prima contestargli per iscritto il fatto, in modo preciso, e dargli il tempo di difendersi. Con questo modello prepari la lettera di contestazione e, in un secondo momento, la lettera con cui applichi il richiamo scritto.

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  • Aggiornato il 10 ottobre 2026

Un aiuto per compilare e firmare, non una consulenza. Le informazioni sono curate ma non garantite: per le questioni importanti, o se ci sono scadenze o diritti in gioco, affidati a un professionista e verifica con l'ufficio destinatario. Note legali

Prima di compilare

  • Nessuna sanzione, salvo il rimprovero verbale, può essere applicata prima che siano passati almeno 5 giorni dalla contestazione scritta: in questo periodo il lavoratore può difendersi, anche facendosi assistere da un rappresentante sindacale (art. 7 della Legge 300/1970). Il contratto collettivo può prevedere termini più lunghi: controllalo prima di inviare la lettera.
  • Il codice disciplinare (infrazioni, sanzioni e procedure) deve essere affisso in un luogo accessibile a tutti i lavoratori. Per sanzioni più gravi del rimprovero scritto, come multa, sospensione o licenziamento disciplinare, è consigliabile farsi assistere da un consulente del lavoro o da un avvocato.

Campo obbligatorio

Tipo di lettera

Prima si invia la contestazione. Il richiamo scritto si applica solo dopo il termine per le difese e dopo aver valutato le giustificazioni.

Datore di lavoro
Lavoratore
Fatti contestati

Scrivi cosa è successo, quando e dove, come se lo raccontassi a un estraneo. Una contestazione generica («comportamento scorretto») può rendere nulla la sanzione.

Almeno 5 giorni dal ricevimento: il CCNL può prevederne di più.

Richiamo scritto
Consegna
Luogo e data
Firma

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Il datore di lavoro
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______________________ – ______________________

Egr. Sig./Gent.ma Sig.ra
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______________________

Raccomandata A/R

Distinti saluti.

______________________, __________

Il datore di lavoro

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Come funziona il procedimento disciplinare

L'art. 7 dello Statuto dei lavoratori stabilisce una sequenza che il datore di lavoro deve rispettare, altrimenti la sanzione può essere annullata dal giudice:

  • il codice disciplinare deve essere affisso in un luogo accessibile a tutti;
  • il fatto va contestato per iscritto, in modo specifico, e in tempi ragionevolmente vicini a quando il datore ne è venuto a conoscenza (la giurisprudenza parla di «immediatezza»);
  • il lavoratore ha almeno 5 giorni per difendersi, per iscritto o a voce, anche con un rappresentante sindacale;
  • solo dopo si decide la sanzione, che deve essere proporzionata alla gravità del fatto (art. 2106 del Codice civile).

Il contratto collettivo applicato può prevedere termini e passaggi ulteriori, come un termine massimo entro cui comunicare la sanzione dopo le giustificazioni: verificalo sempre.

Le sanzioni possibili

Lo Statuto dei lavoratori fissa alcuni limiti: la multa non può superare l'importo di 4 ore della retribuzione base e la sospensione dal servizio e dalla retribuzione non può superare i 10 giorni. Le sanzioni concrete sono quelle elencate nel codice disciplinare e nel CCNL, di solito in ordine crescente: rimprovero verbale, rimprovero scritto, multa, sospensione, licenziamento.

Delle sanzioni disciplinari non si può tenere conto, ai fini della recidiva, dopo 2 anni dalla loro applicazione.

Come consegnare la lettera

La contestazione deve arrivare al lavoratore in modo dimostrabile: consegna a mano con firma per ricevuta (se il lavoratore rifiuta di firmare, conviene la presenza di un testimone), raccomandata con ricevuta di ritorno all'indirizzo di residenza o PEC, se il lavoratore ne ha una. I giorni per le difese decorrono dal ricevimento.

Per il lavoro domestico (colf e badanti) lo Statuto dei lavoratori non si applica integralmente e valgono le regole del contratto collettivo di settore: in caso di dubbio rivolgiti a un'associazione dei datori di lavoro domestico o a un consulente.

Domande frequenti

Cosa succede dopo una lettera di richiamo?

Dopo la contestazione il lavoratore ha almeno 5 giorni per giustificarsi. Il datore valuta le difese e può archiviare il caso oppure applicare una sanzione prevista dal codice disciplinare. Un rimprovero scritto non ha effetti economici, ma può pesare in caso di recidiva nei 2 anni successivi.

Un dipendente può essere richiamato per un'assenza ingiustificata?

Sì, è uno dei casi più frequenti. Nella contestazione indica le date precise dell'assenza e il fatto che non è stata comunicata o giustificata. Le assenze prolungate possono avere conseguenze più gravi, secondo il CCNL.

Il lavoratore può contestare una lettera di richiamo ingiusta?

Sì: prima di tutto con le giustificazioni nel termine indicato; dopo la sanzione, con le procedure previste dalla legge e dal contratto collettivo (per esempio un collegio di conciliazione o il ricorso al giudice del lavoro), di solito con l'aiuto di un sindacato o di un avvocato.

Serve la contestazione anche per un semplice richiamo verbale?

Anche per il rimprovero verbale la legge richiede di contestare prima l'addebito e di sentire il lavoratore, ma non serve attendere i 5 giorni dalla contestazione scritta. Per ogni sanzione più grave la contestazione scritta e il termine di difesa sono obbligatori.

Riferimenti normativi

  • Legge 20 maggio 1970, n. 300, art. 7 (sanzioni disciplinari)
  • Codice civile, artt. 2104 e 2106 (diligenza del prestatore di lavoro, sanzioni disciplinari)

Modello fornito gratuitamente a scopo informativo: non costituisce consulenza legale e le informazioni riportate non sono garantite. Verifica sempre i requisiti con l'ufficio o l'ente destinatario. Note legali. Hai trovato un errore? Segnalacelo.