Lettera di licenziamento colf e badante: fac simile compilabile

Nel lavoro domestico il datore di lavoro (la famiglia) può interrompere il rapporto con colf, badanti e baby sitter rispettando il preavviso previsto dal contratto collettivo. Con questa lettera comunichi il licenziamento per iscritto, con la data di fine rapporto.

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  • Aggiornato il 15 ottobre 2026

Un aiuto per compilare e firmare, non una consulenza. Le informazioni sono curate ma non garantite: per le questioni importanti, o se ci sono scadenze o diritti in gioco, affidati a un professionista e verifica con l'ufficio destinatario. Note legali

Prima di compilare

  • Dopo la cessazione il datore di lavoro deve comunicarla all'INPS, di norma entro 5 giorni, con il servizio online «Lavoratori domestici», il contact center o tramite patronato o associazione di categoria. La lettera da sola non chiude il rapporto all'INPS.
  • Questo modello vale solo per il lavoro domestico. Per i dipendenti di aziende e professionisti valgono regole diverse (motivazione obbligatoria, tutele contro i licenziamenti illegittimi): rivolgiti a un consulente del lavoro.
  • Durante la gravidanza della lavoratrice e fino al termine del congedo di maternità il licenziamento è di regola vietato, salvo giusta causa. Verifica sempre il contratto collettivo prima di procedere.

Campo obbligatorio

Datore di lavoro
Lavoratore domestico
Licenziamento

Dipende dall'anzianità e dall'orario settimanale, secondo il CCNL del lavoro domestico: verifica la tabella aggiornata.

Nel lavoro domestico il motivo non è obbligatorio. Indicalo solo se vuoi, ad esempio per il decesso o il ricovero dell'assistito.

La giusta causa è un fatto così grave da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto (art. 2119 c.c.). Se non è provata, è dovuta l'indennità di preavviso.

Luogo e data
Firma

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Il datore di lavoro
Il lavoratore / La lavoratrice, per ricevuta
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La firma disegnata è solo un'immagine inserita nel PDF: il sito non verifica chi firma e l'ufficio potrebbe non accettarla. Note legali

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Anteprima del documento

si aggiorna mentre scrivi

______________________ – ______________________ – C.F. ________________

Gent.mo/Gent.ma Sig./Sig.ra
______________________
C.F. ________________
______________________
______________________

Oggetto: licenziamento ______________________ – rapporto di lavoro domestico

Con la presente Le comunico la mia decisione di recedere dal rapporto di lavoro domestico in essere tra noi, con la mansione di ______________________.

Le saranno corrisposte le competenze di fine rapporto (retribuzione maturata, ratei di tredicesima, ferie maturate e non godute, trattamento di fine rapporto) e Le sarà consegnata la relativa documentazione. Provvederò a comunicare la cessazione del rapporto all'INPS nei termini previsti.

Distinti saluti.

______________________, __________

Il datore di lavoro

Anteprima

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Le regole del licenziamento nel lavoro domestico

Per colf, badanti e baby sitter non si applicano le norme sui licenziamenti individuali previste per i dipendenti delle aziende: il datore di lavoro può recedere liberamente, senza dover dare una motivazione, purché rispetti il preavviso fissato dal contratto collettivo nazionale del lavoro domestico (art. 2118 del Codice civile). La durata del preavviso cresce con l'anzianità di servizio ed è diversa per i rapporti con orario ridotto: controlla la tabella del CCNL in vigore.

Se il preavviso non viene lavorato, il datore di lavoro deve pagare un'indennità pari alla retribuzione del periodo corrispondente. Il preavviso non è dovuto solo in caso di giusta causa, cioè per un fatto così grave da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto.

Restano dei limiti: il licenziamento è di regola vietato durante la gravidanza e fino alla fine del congedo di maternità, salvo giusta causa, ed è sempre nullo se discriminatorio.

Cosa fare dopo la lettera

  • Consegna la lettera a mano facendola firmare per ricevuta, oppure inviala con raccomandata A/R.
  • Comunica la cessazione all'INPS, di norma entro 5 giorni, con il servizio online per i lavoratori domestici, il contact center o tramite un patronato o un'associazione di categoria.
  • Prepara l'ultima busta paga con le competenze di fine rapporto: retribuzione, ratei di tredicesima, ferie non godute, TFR ed eventuale indennità di preavviso.
  • Paga i contributi dell'ultimo trimestre entro la scadenza indicata dall'INPS per le cessazioni.

Licenziamento per decesso della persona assistita

Se muore la persona assistita ma il datore di lavoro è un familiare, il rapporto non si chiude da solo: serve il licenziamento con preavviso, e in questo caso puoi indicare il decesso come motivo. Se invece il datore di lavoro era la persona deceduta, per l'art. 40, comma 7, del CCNL del lavoro domestico del 28 ottobre 2025 il rapporto può essere risolto rispettando il preavviso: gli eredi pagano le competenze di fine rapporto e, se il preavviso non viene lavorato, l'indennità sostitutiva. In questo caso usa la lettera di cessazione per decesso del datore di lavoro. Per il messaggio INPS n. 1972 dell'11 giugno 2026, la cessazione va comunicata all'INPS entro 60 giorni dal decesso (dall'intermediario con delega già attiva oppure da un erede, con PIN telefonico tramite Contact Center o via PEC alla sede INPS); poi l'INPS chiude il rapporto d'ufficio.

Domande frequenti

Devo motivare il licenziamento della colf o della badante?

No, nel lavoro domestico il recesso è libero, purché con il preavviso previsto dal contratto collettivo. La motivazione serve solo se licenzi per giusta causa, senza preavviso: in quel caso devi indicare fatti precisi.

La colf licenziata ha diritto alla NASpI?

Sì, il licenziamento è una perdita involontaria del lavoro: il lavoratore domestico può chiedere la NASpI all'INPS se ha i requisiti contributivi richiesti.

Quanto è lungo il preavviso per licenziare una badante?

Dipende dall'orario e dall'anzianità di servizio (art. 40 del CCNL del lavoro domestico del 28 ottobre 2025): con 25 ore settimanali o più sono 15 giorni di calendario fino a 5 anni di anzianità e 30 oltre; sotto le 25 ore sono 8 giorni fino a 2 anni e 15 oltre. Per portieri e custodi con alloggio indipendente sono 30 giorni fino a un anno e 60 oltre. I termini raddoppiano se licenzi prima del 31° giorno dalla fine del congedo di maternità.

Entro quanto devo comunicare il licenziamento all'INPS?

Di norma entro 5 giorni dalla cessazione del rapporto, con le modalità indicate dall'INPS per il lavoro domestico. Se il rapporto cessa per la morte del datore di lavoro il termine è diverso: 60 giorni dal decesso (messaggio INPS n. 1972/2026). Verifica sul sito dell'INPS le istruzioni aggiornate.

Riferimenti normativi

  • Codice civile, artt. 2118 e 2119 (recesso con preavviso e per giusta causa)
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico
  • D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (tutela della maternità)

Modello fornito gratuitamente a scopo informativo: non costituisce consulenza legale e le informazioni riportate non sono garantite. Verifica sempre i requisiti con l'ufficio o l'ente destinatario. Note legali. Hai trovato un errore? Segnalacelo.