Quietanza semplice o quietanza liberatoria?
La quietanza semplice prova soltanto che una certa somma è stata pagata. La quietanza liberatoria aggiunge una dichiarazione in più: chi incassa accetta il pagamento a saldo e rinuncia a chiedere altro per quel rapporto. È la formula «nulla più a pretendere».
Si usa per chiudere la restituzione di un prestito tra privati, un risarcimento concordato, il saldo di un lavoro o qualsiasi accordo in cui le parti vogliono evitare richieste successive.
Come scriverla bene
- Descrivi con precisione il rapporto che si chiude: una liberatoria troppo generica («per qualsiasi titolo») può essere contestata.
- Indica la modalità di pagamento e, se c'è, il riferimento del bonifico o dell'assegno.
- Firma solo dopo aver effettivamente incassato la somma: per un assegno, meglio dopo che è stato pagato.
- Fai firmare anche il debitore per accettazione se vuoi documentare che entrambi concordano sulla chiusura.
Attenzione ai rapporti di lavoro
Le rinunce e le transazioni che riguardano diritti del lavoratore dipendente (per esempio sulle spettanze di fine rapporto) possono essere impugnate entro sei mesi (art. 2113 del Codice civile), salvo che siano firmate in una «sede protetta», come la conciliazione in sede sindacale o presso l'Ispettorato. In questi casi una liberatoria su carta semplice non offre la stessa tutela.
Domande frequenti
Cosa significa «a saldo e stralcio»?
Che la somma ricevuta, anche se inferiore a quanto inizialmente dovuto, viene accettata come pagamento definitivo: il resto del debito non sarà più richiesto.
Chi firma la quietanza liberatoria?
Sempre chi riceve il pagamento (il creditore). La firma del debitore è facoltativa ma utile per mostrare che l'accordo è condiviso.
Serve la marca da bollo?
Le quietanze di importo superiore a € 77,47 sono in linea di principio soggette a bollo da € 2, salvo esenzioni (per esempio quando l'operazione è soggetta a IVA). Nel dubbio chiedi a un CAF o a un commercialista.
Una volta firmata posso chiedere altri soldi?
Per il rapporto descritto, in linea di principio no: è proprio lo scopo della liberatoria. Per questo conviene firmarla solo quando si è sicuri dell'importo concordato.
Riferimenti normativi
- Codice civile, art. 1199 (diritto alla quietanza)
- Codice civile, art. 1236 (remissione del debito)
- Codice civile, art. 2113 (rinunzie e transazioni del lavoratore)
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