Perché scrivere «infruttifero»
Il prestito di denaro è un contratto di mutuo (art. 1813 del Codice civile) e, secondo l'art. 1815, si presume che il mutuatario debba pagare gli interessi, salvo diversa volontà delle parti. Per un prestito senza interessi, come quello tra genitori e figli o tra amici, è quindi importante scrivere chiaramente che è infruttifero.
Bonifico e causale
- Usa un bonifico o un assegno non trasferibile, mai contanti: così il passaggio di denaro è documentato.
- Nella causale scrivi qualcosa come «Prestito infruttifero come da scrittura privata del gg/mm/aaaa».
- Fai lo stesso con le restituzioni: ogni rata con causale «Restituzione prestito infruttifero, rata n. …».
La scrittura e i bonifici aiutano a dimostrare, in caso di controlli fiscali, che la somma ricevuta è un prestito da restituire e non un reddito o una donazione.
Registrazione: serve?
Il prestito di denaro messo per iscritto sconta di regola l'imposta di registro proporzionale del 3% sulla somma prestata (D.P.R. 131/1986, tariffa, parte I, art. 9). Se l'imposta è pari o superiore a 200 euro, cioè per prestiti da circa 6.667 euro in su, la scrittura privata non autenticata va registrata all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla firma; se è inferiore, si registra solo «in caso d'uso», ad esempio se deve essere presentata in giudizio (tariffa, parte II, art. 2). Le parti possono sempre registrarla volontariamente per darle data certa. Il contenuto dell'accordo può cambiare l'imposta: prima di firmare verifica con l'Agenzia delle Entrate o con un professionista.
Per dare data certa senza registrare, puoi anche inviare la scrittura a te stesso via PEC o con raccomandata in plico senza busta.
Domande frequenti
Un prestito tra familiari va dichiarato?
Non c'è un obbligo di comunicarlo al Fisco, ma conviene metterlo per iscritto e usare bonifici tracciabili: in caso di accertamento sarà più facile dimostrare che si tratta di un prestito e non di un reddito.
Che differenza c'è tra prestito infruttifero e donazione?
Il prestito va restituito, la donazione no. Una somma prestata e mai restituita potrebbe essere considerata una donazione, con conseguenze anche in sede di successione: per questo è utile un piano di restituzione scritto e rispettato.
La scrittura privata di prestito va registrata?
Dipende dall'importo. Con l'imposta del 3%, se l'imposta è di almeno 200 euro (prestiti da circa 6.667 euro in su) la scrittura va registrata entro 30 giorni dalla firma; sotto quella soglia si registra solo in caso d'uso. Per il calcolo nel tuo caso chiedi all'Agenzia delle Entrate o a un professionista.
Cosa succede se chi riceve il prestito non restituisce le rate?
Se è prevista la restituzione a rate e il mutuatario non ne paga anche una sola, il mutuante può chiedere l'immediata restituzione dell'intero (art. 1819 c.c.). La scrittura firmata è la prova del credito per un eventuale decreto ingiuntivo. Una firma disegnata a schermo viene però valutata caso per caso: per la prova più solida stampa la scrittura e firmatela a penna.
Riferimenti normativi
- Codice civile, artt. 1813-1822 (mutuo)
- Codice civile, art. 1815 (interessi)
- Codice civile, art. 1819 (restituzione rateale)
- D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (Testo unico dell'imposta di registro)
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