Come costruire un piano di rientro sostenibile
Un piano di rientro funziona se le rate sono davvero pagabili: meglio qualche rata in più che un piano che salta al secondo mese. Il debitore dovrebbe proporlo partendo da quanto può versare ogni mese; il creditore valuta se accettarlo.
- Indica il debito totale e da cosa nasce (fatture, prestito, canoni).
- Fissa date precise, non «entro fine mese».
- Prevedi pochi giorni di tolleranza: evitano liti per un bonifico partito in ritardo di un giorno.
- Se le rate sono più di sei, indica le prime sei e regola le altre con una scrittura aggiuntiva.
Cosa succede se il piano non viene rispettato
La clausola di decadenza dal beneficio del termine prevede che, se il debitore non paga una rata oltre la tolleranza concordata, il creditore possa pretendere subito tutto il residuo. La legge già prevede la decadenza in alcuni casi (art. 1186 c.c.); la clausola contrattuale la estende al semplice ritardo nel pagamento.
Poiché nel piano il debitore riconosce il debito, il creditore ha una prova scritta che di solito consente di chiedere un decreto ingiuntivo senza dover ricostruire l'origine del credito.
Dopo la firma
Ognuno conserva un originale firmato. Per ogni rata usa un bonifico con causale chiara, ad esempio «Rata 2 di 6 – piano di rientro del gg/mm/aaaa». Al termine chiedi al creditore una quietanza liberatoria che attesti il pagamento integrale.
Domande frequenti
Il piano di rientro va registrato?
Se si limita a riconoscere un debito già esistente e a rateizzarlo, secondo l'Agenzia delle Entrate la scrittura privata non autenticata si registra solo in caso d'uso, ad esempio se deve essere prodotta in giudizio, con l'imposta di registro in misura fissa. Se aggiunge obbligazioni nuove, come garanzie o un debito diverso, l'imposta e i termini possono cambiare: chiedi all'Agenzia delle Entrate o a un professionista.
Cosa succede se il piano di rientro non viene rispettato?
Se il ritardo supera i giorni di tolleranza, il debitore perde il diritto alla rateizzazione e il creditore può chiedere subito tutto il residuo, anche con un decreto ingiuntivo.
Il piano di rientro vale anche per i debiti con il Fisco o l'INPS?
No. Per i debiti con l'Agenzia delle Entrate, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione o l'INPS la rateizzazione si chiede con le procedure e i moduli di quegli enti, non con una scrittura privata.
Posso proporre un piano di rientro al condominio o a un fornitore?
Sì: il modulo va bene per qualsiasi debito tra privati o con imprese. Per il condominio di solito l'amministratore deve essere autorizzato ad accettarlo: chiedi prima come procedere.
Riferimenti normativi
- Codice civile, art. 1186 (decadenza dal termine)
- Codice civile, art. 1988 (ricognizione di debito)
- Codice civile, art. 2944 (interruzione della prescrizione per riconoscimento)
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